SERGIO PINNA

Sergio Pinna è nato a Pisa e vi si è laureato con lode in Scienze Geologiche; attualmente è professore ordinario di Geografia presso l'ateneo pisano. Autore di numerosi articoli scientifici e di diversi volumi (di seguito saranno segnalati i più recenti di contenuto climatologico), ha interessi di ricerca rivolti in particolare alla bioclimatologia umana, ai cambiamenti climatici recenti, alle problematiche ambientali ed alla pianificazione territoriale in tema di difesa dai rischi naturali. Dirige, per l'Editrice Aracne di Roma, la collana "Ambiente Fisico e Territorio", dedicata a libri di argomenti geografici.

 

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sergio.pinna@unipi.it

"Geografia dei Rischi Naturali", Aracne Editrice, Roma, 2015

Definire i rischi naturali che caratterizzano una regione significa effettuare una valutazione probabilistica del livello di danni complessivi (cioè di tutte le conseguenze negative sulle persone, sui manufatti e sull’insieme del sistema funzionale del territorio) che deriverebbero dal manifestarsi di un certo tipo di fenomeno calamitoso. In questa sede l’argomento dei rischi è affrontato con riferimento alle attività vulcaniche, ai terremoti, agli tsunami, al dissesto idrogeologico ed ai più violenti fenomeni meteorici, quali gli uragani e i tornado. Il volume è stato redatto per fungere principalmente da manuale di studio universitario in corsi geografici che trattino di tematiche ambientali: il testo ha perciò una struttura spesso piuttosto schematica, al fine di evidenziare, di volta in volta, i punti salienti della trattazione e rendere così più semplice l’apprendimento complessivo. Tutto ciò non dovrebbe comunque pregiudicare le possibili finalità divulgative per un lettore generico, rese oltretutto evidenti dal corposo corredo iconografico che accompagna lo scritto.

"La Falsa Teoria del Clima Impazzto", Felici Editore, Pisa, 2014

Le rilevazioni disponibili dicono che la temperatura media del Pianeta è cresciuta di circa 0,8° dalla metà del XIX secolo ad oggi. Si ritiene che questo riscaldamento globale sia stato prodotto in massima parte dall’incremento della CO2 atmosferica e che abbia indotto un cambiamento nei caratteri generali del clima, causando un forte aumento – per entità e frequenza – di svariati fenomeni estremi; se la prima parte di tale teoria rientra nel campo delle ipotesi non ancora pienamente provate, la seconda è in pratica una vera e propria invenzione. Il volume è appunto dedicato alla dimostrazione di come, in base all’analisi dei dati statistici, non siano individuabili dei mutamenti apprezzabili per uragani, tornado, precipitazioni intense, episodi termici fuori norma ecc. Nel corso del testo l’Autore non si limita alla sola trattazione delle questioni climatologiche, ma cerca anche di spiegare quei processi che, coinvolgendo il sistema mediatico ed ampi settori del mondo scientifico, hanno portato alla creazione della realtà virtuale del clima impazzito.

"Guida pratica alle Temperature in Italia", Aracne Editrice, Roma, 2013

La mancanza di un Ente nazionale italiano per la climatologia e la meteorologia fa sì che non esista una banca dati ufficiale cui fare riferimento. Vista quindi la difficoltà, per un non esperto, di accedere anche ad informazioni di base, nella presente guida sono fornite le serie storiche 1951-2012 delle temperature medie mensili per 20 stazioni del nostro territorio. Nella trattazione che precede tali serie sono suggerite delle linee molto semplici per il trattamento dei dati, in relazione all’ottenimento delle statistiche generali, alla valutazione delle tendenze ed alla stima dei livelli di anomalia. Sulla base dei valori delle stazioni considerate, vengono poi proposte alcune considerazioni sui caratteri termici dell’Italia, soprattutto in merito ai tipi di regime, alle escursioni ed a qualche possibile metodo di classificazione climatica. L’ultimo capitolo è infine dedicato ad un esame dell’andamento mostrato dalle temperature nel periodo coperto dalle serie.

"Argomenti di Climatologia Applicata", Aracne Editrice, Roma, 2012

In questo volume sono descritti gli studi derivanti dall’analisi di varie serie storiche relative a temperature, precipitazioni, vento e umidità atmosferica nella città di Pisa e nelle zone contermini. Oltre all’evidente scopo scientifico di presentare i risultati ottenuti con detti studi, il testo si propone in particolare di fornire una guida metodologica nel processo di esame dei dati climatici, attraverso le fasi di acquisizione, valutazione ed elaborazione degli stessi, nonché di riflessione critica su quanto scaturito dalle ricerche. La trattazione è corredata da varie tabelle riassuntive e soprattutto da molti grafici, uno strumento esplicativo essenziale per la rappresentazione dei diversi aspetti del clima. Le serie complete oggetto del lavoro sono riportate in sedici tavole in un’apposita appendice, come documento sulla storia del clima pisano; al lettore potranno anche servire per una verifica delle metodologie applicate e delle conclusioni proposte.

"Clima e Mortalità in Italia", Aracne Editrice, Roma, 2009

Il presente studio, condotto in collaborazione con P. Macchia, mette in relazione l’andamento delle temperature medie con quello del numero dei decessi in 25 province italiane, nel periodo 1969-2005; l’analisi, svolta a livello di singoli mesi, ha avuto lo scopo di definire le relazioni fra clima e mortalità sia in termini generali che in riferimento a particolari parossismi nel senso del freddo in inverno e del caldo in estate. È stato studiato il ritmo intermensile della mortalità nel periodo analizzato, osservandone anche il trend evolutivo nel corso degli anni; si sono poi elaborate le correlazioni fra gli indici di mortalità e le temperature medie registrate in tutti i mesi dell’intervallo temporale considerato. Ampio spazio è stato inoltre dedicato agli effetti sulla mortalità delle ondate di calore che hanno colpito molte zone del Paese negli ultimi anni, al fine di comprendere – lungi da quegli approcci sensazionalistici e catastrofistici oggi dilaganti –  alcuni reali aspetti delle relazioni che legano l’Uomo al clima e all’ambiente in cui è inserito.

"Le Piogge Intense in Toscana", Felici Editore, Pisa, 2006

Gli eventi meteorologici estremi costituiscono oggi uno degli argomenti più dibattuti nel campo delle questioni ambientali. Per una efficace pianificazione territoriale, un’approfondita conoscenza dei caratteri delle precipitazioni intense è indubbiamente indispensabile ai fini della mitigazione di molteplici tipi di rischio idrogeologico; il presente volume è appunto dedicato a questo argomento climatologico, con preciso riferimento alla Toscana. Per oltre 50 stazioni fra quelle gestite dal Servizio Idrografico Nazionale sono state ricavate delle serie storiche di dati di notevole lunghezza, con le quali sono stati prima calcolati tutti i principali parametri statistici dei fenomeni in oggetto e poi effettuate anche delle valutazioni probabilistiche in merito alle altezze di pioggia che dovrebbero raggiungersi in relazione a determinati tempi di ritorno. Un’analisi sulle dinamiche delle serie temporali ha mostrato che le tendenze di fondo delle piogge intense, contrariamente a quanto ripetutamente affermato da vari settori dell’informazione, non sono nella direzione di una marcata crescita, ma anzi verso un decremento. Un capitolo è infine dedicato alla descrizione di alcuni episodi significativi che hanno interessato il territorio regionale nel corso del XX secolo; fra essi si ricordano ad esempio le ben tristemente note piogge alluvionali del 3 e 4 novembre 1966 e gli eventi disastrosi del 19 giugno 1996 in Versilia, quando nel momento di acme del rovescio caddero sulla località di Pomezzana 52,2 mm in 10 minuti, pari quindi ad una intensità record di 313,2 mm/h.